111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondoChe la traduzione non sia un compito facile, e che abbia le sue difficoltà come qualsiasi altro lavoro, mi sembra abbastanza ovvio, anche se molti forse la ritengono un’attività marginale, non degna di troppa considerazione (magari anche economica).

Ed ecco, quindi, il proliferare di traduzioni approssimative, buttate lì alla meglio, con termini magari imprecisi. Eppure una parola sbagliata, eccessiva o inadeguata, può fare la differenza e anche, perché no, cambiare il corso della storia (o magari, meglio, far prendere una piega diversa a determinate situazioni).

Mi sono imbattuto in questo libro di Romolo G. Capuano, “111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo” (Stampa Alternativa, 2013). Va bene, non è una nuova uscita, probabilmente qualcuno lo avrà già letto, ma io l’ho scoperto solo adesso e, sicuramente, molti non ne saranno a conoscenza.

Comunque sia, ne consiglio la lettura a tutti coloro che vedono la traduzione come un qualcosa di superfluo (se fatta da un umano) e che magari si affidano a Google Translate o ad altri traduttori automatici. Nel libro c’è anche qualche esempio di cosa può succedere se ci si affida a traduttori automatici, per quanto possano essere migliorati tecnologicamente col tempo.

A volte basta davvero poco per combinare qualche bel guaio, oppure per volgere le sorti di qualcosa a proprio favore; infatti non ci sono soltanto errori di traduzione causati da incompetenza, ma anche errori voluti, cercati, opportunamente e deliberatamente commessi per far sì che il testo rispecchi quello che noi vogliamo dire e non quello che l’autore originale intendeva dire.

In definitiva, una lettura illuminante e anche divertente.